Notizie dalle associazioni territoriali

Convivere con la diversità, la disobbedienza civile ha dato i suoi risultati

Radicali Carrara - Mer, 01/09/2010 - 17:00

Stamattina un quotidiano locale riportava la notizia di uno stop da parte dell'amministrazione comunale allo svolgimento del BarCamp dell'11 settembre, Con/vivere con la diversità.

Alle 12.00 insieme agli altri organizzatori dell'evento ci recavamo in comune per la conferenza stampa, da giorni fissata, di presentazione del BarCamp. Dopo aver illustrato quale sarà lo svolgimento della giornata, iniziavamo l'occupazione della sala di rappresentanza del comune di Carrara; una formula di disobbedienza civile, completamente nuova per questa città.

Durante l'occupazione siamo andati in diretta su Radio Radicale e siamo rimasti in stretto contatto con il senatore Marco Perduca e il segretario nazionale Mario Staderini. Intanto si univano a noi rappresentanti  del circolo G. Bruno di Sinistra e Libertà e alcuni liberi cittadini e il rappresentante dell'associazione 'Artisti del borgo'. Dalla sala di rappresentanza informavamo di quanto stava avvenendo le varie segreteri nazionali di partito e le agenzie di stampa nazionali.

Dopo quasi 4 ore di occupazione, il sindaco ( dopo una riunione di giunta) si presentava accompagnato dal vice-sindaco per portare sul tavolo le sue proposte o far slittare la data dell'evento o mantenere la data ma cambiare piazza. Con gli altri organizzatori siamo rimasti fermi sulla nostra decisione iniziale di non modificare la data dell'evento e abbiamo accettato di individuare domattina assieme ai tecnici dell'amministrazione comunale, su quale piazza spostare il BarCamp.


Per tutto il tempo la stampa cartacea e televisiva ha tenuto i riflettori puntati sul caso e decine e decine i messaggi di solidarietà sono arrivati sul nostro gruppo facebook.

La disobbedienza civile ha vinto...

Legge Elettorale

LiberAperta - Mar, 31/08/2010 - 22:45
 
Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani 


Mentre nell'opinione pubblica e tra i politici crescono i sostegni all'appello per l'uninominale che ha come primo firmatario Pietro Ichino, i telegiornali nazionali negano agli italiani qualsiasi informazione che non sia volta a soffocare una iniziativa che è troppo popolare per essere conosciuta.

Fatta eccezione per RaiNews, Sky Tg e Tg3, le altre testate da giorni negano persino la notizia dell'appello su cui è in corso una importante mobilitazione.

Se i telegiornali di Mediaset non inseriscono nemmeno la legge elettorale tra i temi in agenda, il TG1 e il TG2 da giorni fanno servizi che hanno ad oggetto il dibattito sulla legge elettorale avendo però cura di cancellare l'esistenza dell'appello per l'uninominale.

Anziché dare voce ai suoi promotori, alle loro ragioni e obiettivi, sui telegiornali della Rai si susseguono redazionali e interviste solo a chi ha posizioni contrarie, nel tentativo di ridurre la novità rappresentata da questa iniziativa alla stregua delle sterili conflittualità mediatiche che anestetizzano gli ascoltatori.

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GIUSTIZIA E VITA PER SAKINEH

LiberAperta - Lun, 30/08/2010 - 21:13

IRAN

GIUSTIZIA E VITA PER SAKINEH

di BERNARD HENRI LEVY dal CORRIERE DELLA SERA del 19 agosto 2010 (Traduzione di Rita Baldassarre)

Questo è un nuovo appello per Sakineh Mohammadi Ashtiani, la giovane donna iraniana che rischia la condanna alla lapidazione con la presunta accusa di adulterio e di complicità in omicidio. Il Brasile le ha promesso asilo, ma l' Iran ha respinto l' offerta. Questo è un appello in extremis. È stato firmato, oltre che dall' autore di queste righe, da altre diciassette personalità, scrittori, attivisti dei diritti umani e politici, sia uomini che donne, indignati, tutti, dal persistere di questo abominio nel ventunesimo secolo: Wole Soyinka, Patrick Modiano, Milan Kundera, Jorge Semprún, Ségolène Royal, Rachida Dati, Simone Veil, Marjane Satrapi, Juliette Binoche, Mia Farrow, Bob Geldof, Taslima Nasrin, Ayaan Hirsi Ali, Jody Williams, Sussan Deyhim, Yann Richard, Elisabeth Badinter. Ci auguriamo che la loro voce trovi ascolto a Teheran. Nella prigione di Tabriz, nella regione occidentale dell' Iran, dove è rinchiusa ormai da cinque anni, Sakineh Mohammadi Ashtiani attende ancora risposta alla richiesta di riesame del suo caso, fissata per il 21 agosto. Sakineh ha già pagato per il suo «crimine» (da lei confessato, occorre ricordare, sotto tortura, e che secondo i suoi accusatori consiste nell' aver avuto rapporti amorosi al di fuori del matrimonio in due occasioni) subendo la pena di 99 frustate, cui è stata sottoposta in presenza di uno dei suoi due figli. Ma ecco che alcuni mesi or sono spunta fuori una nuova e vaga imputazione, per la quale è prevista la pena di morte. E non di una morte qualsiasi, ma di morte per lapidazione! L' opinione pubblica internazionale, inorridita davanti alla minaccia che pesa su Sakineh, ha atteso assieme all' accusata la revisione di un verdetto tanto iniquo quanto barbarico. Ma la sera dell' 11 agosto si è verificata una svolta drammatica, di quelle che sono ormai diventate moneta corrente in Iran: nel corso di un programma televisivo molto seguito, il regime ha mandato in onda la cosiddetta «confessione» della donna la quale, con indosso un chador nero che la copriva per intero lasciando emergere solo un occhio e il naso, stringeva in mano un foglio di carta, quasi costretta a recitare una parte che stentava ad apprendere a memoria. Mentre il doppiaggio in farsi copriva la sua stessa voce che si esprimeva in azero, sua lingua madre, Sakineh ha confessato la sua presunta «complicità» nell' omicidio del marito. Il suo avvocato, Hutan Kian, non ha perso tempo per ricordare che Sakineh era già stata assolta da tale accusa nel 2006. Tralasciando i sospetti più ovvi, che non è riuscito tuttavia a dissipare sulla reale identità della donna apparsa quella sera sugli schermi televisivi, nascosta sotto il velo integrale, il legale ha affermato che, a dispetto delle apparenze, la donna era stata costretta a pronunciare quella dichiarazione, ancora una volta sotto tortura. Infine, l' avvocato ha ricordato che tali parole erano chiaramente in contraddizione con quelle riportate dal Guardian il 6 agosto in cui la stessa Sakineh spiegava di essere già stata prosciolta da quell' accusa infamante nel 2006. È chiaro che le autorità iraniane hanno mentito spudoratamente, ripescando un' imputazione già da tempo scartata, con l' unico scopo di seminare confusione nell' opinione pubblica e prepararla a una rapida esecuzione della condanna a morte. Kian ha aggiunto che la «giustizia» si accanisce sul suo caso solo «perché è una donna», che vive «in un Paese dove alle donne vengono negati i diritti più elementari». A Sakineh viene negato il diritto fondamentale a reclamare giustizia per il semplice fatto che le è stato impedito l' accesso a un processo equo, in una lingua a lei comprensibile. («Quando il giudice ha pronunciato la sentenza - ha riferito la donna al Guardian - non ho nemmeno capito che ero stata condannata alla lapidazione, perché non conosco il significato della parola rajam. Mi hanno chiesto di firmare la condanna, e l' ho fatto, ma quando sono tornata in prigione e le mie compagne di cella mi hanno detto che sarei stata lapidata, ho perso i sensi»). Tutto ciò è stato confermato dal suo precedente difensore, l' avvocato Mohammad Mostafaei, che non aveva esitato ad attirare l' attenzione internazionale sul suo caso e che per il suo interessamento si è visto piombare addosso un mandato di arresto (si è salvato per un pelo, rifugiandosi in Turchia, dove è in attesa di un visto per la Norvegia. Non così sua moglie, Fereshteh Halimi, che è stata arrestata e trattenuta in ostaggio.) Infine, appare chiaro che, senza soffermarsi sull' orrore della condanna, i cui dettagli più ripugnanti non trovano posto in questa sede, la lapidazione è consentita dalla «legge» iraniana esclusivamente quando i parenti della vittima ne fanno richiesta (e, occorre ribadirlo, non è nemmeno questo il caso di Sakineh e della sua famiglia). Ma al di là di tali considerazioni, che non è opportuno né auspicabile sviscerare in questo momento, è urgente intervenire subito per impedire l' esecuzione di una condanna che gli osservatori della situazione iraniana temono possa essere imminente. È nostro dovere rispondere con urgenza alle suppliche dei figli di Sakineh, Fasride e Sajjad Mohammadi Ashtiani, che ci implorano di non chiudere gli occhi davanti a queste macabre macchinazioni del regime iraniano, per non permettere che il loro «incubo si trasformi in realtà». A nome di Sakineh, è urgente rivolgersi alle autorità affinché venga revocata la sua condanna a morte, in qualunque forma essa sia, e la donna venga rilasciata senza indugio, riconoscendo la sua innocenza. In Iran, ogni anno, decine di donne sono condannate alla fustigazione, lapidazione e altre forme di punizioni raccapriccianti. È nostro dovere intervenire presso le Nazioni Unite per ricordare al regime dei mullah le promesse fatte nel 2002 e nel 2008, riguardanti appunto l' abolizione di queste punizioni. Se in questo momento è a rischio la vita di una sola donna, non dimentichiamo che sono a rischio la libertà e la dignità di migliaia di altre. Ricordiamo infine che è a rischio anche l' onore di un grande Paese, ricco di una splendida cultura millenaria, che non può e non deve riconoscersi, davanti agli occhi del mondo, nella maschera sanguinolenta di un volto di donna sfigurato dai colpi di pietra. Pietà per Sakineh. Pietà per l' Iran.

Intesa” tra la Regione Toscana e la Conferenza Episcopale, per la disciplina dell’assistenza religiosa cattolica nelle strutture di ricovero delle Aziende Sanitarie

Radicali Firenze "Andrea Tamburi" - Gio, 26/08/2010 - 17:25

Firenze, 26 Agosto 2010

-Al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi
-p.c. all’Assessore per il diritto alla Salute, Daniela Scaramucci

Egregio Presidente,
Le scriviamo in merito alla “intesa” tra la Regione Toscana e la Conferenza Episcopale, per la disciplina dell’assistenza religiosa cattolica nelle strutture di ricovero delle Aziende Sanitarie.
Già nel mese di aprile di quest’anno, la nostra Associazione ha richiesto agli sportelli dell’URP regionale informazioni in merito alle seguenti delibere:
n. 119 del 07/02/2000
n. 274 del 24/03/2003
n. 890 del 03/12/2007

Attraverso tali delibere si è demandata alle Aziende sanitarie l’assunzione a ruolo, su indicazione dell’Ordinario diocesano, di personale da dedicare all’assistenza religiosa nelle strutture sanitarie. Lo stesso Ordinario diocesano ha, secondo l’intesa, la facoltà di chiedere all’Azienda sanitaria la sostituzione del personale già assunto per tale incarico. Sulle Aziende sanitarie gravano inoltre una serie di obblighi e costi: la messa a disposizione di locali per le funzioni di culto e di locali per uso ufficio, oltre che di un alloggio previo pagamento di un canone non quantificato; il sostenimento delle spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria, dei canoni per elettricità e riscaldamento e pulizia dei locali di cui sopra; la copertura delle “usuali spese di culto” e la fornitura delle “attrezzature necessarie”.

Non avendo avuto risposta positiva dagli uffici dell’URP, ecco che oggi siamo a scriverLe, e in copia inoltriamo all’Assessore Daniela Scaramuccia,  chiedendo che la Regione Toscana fornisca al più presto un quadro, riassuntivo ed esaustivo, del numero e del costo degli assunti e dei costi derivanti dagli altri obblighi previsti dalle intese di cui sopra, ripartendo il tutto per categoria e  suddividendo i dati per Asl e per anno, considerando il periodo che va dal momento della prima applicazione dell’Intesa ad oggi.

Certi di un pronto riscontro porgiamo distinti saluti.

Giancarlo Scheggi, – Comitato Nazionale Radicali Italiani – Segretario Associazione radicale “Andrea Tamburi
Senatrice Donatella Poretti – Radicali –
Senatore Marco Perduca – Radicali -
Antonio Bacchi, associazione radicale “Andrea Tamburi”
Valentina Piattelli, Presidente associazione radicale “Andrea Tamburi”

BarCamp Con/vivere con la diversità

Radicali Carrara - Dom, 22/08/2010 - 18:19

Come Associazione Radicali Carrara e Lunigiana in collaborazione con il Comitato Arci Carrara e Lunigiana, organizziamo per sabato 11 settembre il primo BarCamp sulla diversità, dal titolo "Con/vivere con la diversità" a cui fara seguito la 'Sagra del finocchio' e lo spettacolo serale delle Queen Sisters Show.

Dalle 9.00 alle ore 18.00 saranno aperti i lavori che vedranno l'intervento di vari relatori, sulle tematiche fino ad oggi individuate:

Area salute: malattie sessualmente trasmissibili e salute

Area legale: diritti civili comnità LGBT

Area diversità e violenza: omofobia, transfobia e violenza

Area identità di genere: il mondo trans e l'identità di genere

Alla fine dei lavori verrà redatto un documento finale.

Alle ore 18.00 lo scrittore Pasquale Quaranta presenterà il suo libro: 'Omosessualità e Vangelo".

Chiuderà la serata lo spettacolo del gruppo Drag Queen dal titolo: "Queen sister show".

Durante la giornata sarà possibile visitare la mostra fotografica,"Olocausto e triangoli rosa".

Sul naturismo in Maremma

Coordinamento Radicali Maremma - Mar, 17/08/2010 - 15:46
Quest'estate si fa gran parlare, in Maremma, del naturismo.

Anche su questo tema a fare la voce grossa sono quelli che, sulla base delle loro personali convinzioni o credenze, vogliono imporre codici di condotta cosiddetti "morali" a tutta la cittadinanza; possibilmente facendo altresì applicare tali comandamenti dalle forze dell'ordine, come se queste non avessero da perseguire delitti o comportamenti ben più allarmanti di una qualche nudità (pervicacemente cercata) su una spiaggia deserta nei pressi del parco dell'Uccellina, peraltro luogo storico di pratica del naturismo.

Considerato dunque che l'argomento è d'attualità, solleviamo all'attenzione il disegno di legge per la depenalizzazione e legalizzazione della pratica del naturismo presentato da più di un anno dalla senatrice radicale Donatella Poretti.

Ferragosto in carcere/GR: Staderini e Perduca, struttura vecchia da dismettere. Sovraffollamento e locali inidonei.Toscana si doti di garante detenuti

Coordinamento Radicali Maremma - Ven, 13/08/2010 - 18:06
Dichiarazione di Mario Staderini, segretario di Radicali italiani e del Senatore Radicale Marco Perduca al termine della visita ispettiva alla casa circondariale di Grosseto fatta col Deputato del Pd Luca Sani e al consigliere regionale umbro del PdL Massimo Monni e una decina di militanti e simpatizzanti radicali

La struttura che dovrebbe ospitare 23 detenuti e che oggi ne aveva 34, di cui l'esatta metà in attesa di giudizio, dovrebbe essere dismessa perché non a norma di legge per i metri quadri per detenuti, per le piccole finestre, per i servizi igienici nello stesso vano della cucina, per l'agibilità dei locali non detentivi (mensa del personale compresa).

Se rispetto ad altri istituti toscani le condizioni generali son migliori, siamo sempre lontani dagli standard previsti dalle normative europee relativamente agli spazi per i detenuti. Solo il limitato numero di celle, seppur straripanti - 11 mt quadrati per 5 persone! - consente un rapporto umano con la polizia penitenziaria e i due operatori presenti. Buona la qualità del servizio sanitario anche se somministrato in veri e propri loculi.

Il Dipartimento per l'Amministrazione Penitenziaria prenda nota che nella vicina Pitigliano viene tenuto chiuso, e sorvegliato, un carcere per una 15ina di persone che se dismesso assieme alla casa circondariale di Grosseto potrebbe consentire la costruzione di una nuova struttura a norma nel terreno già identificato dal Comune vicino all'ospedale.

Se la Toscana avesse un Garante per i diritti dei detenuti forse la situazione potrebbe essere più chiara al provveditorato regionale e al DAP a Roma, consentendo la limitazione dei danni alla dignità umana e al diritto internazionale perpetrati nelle carceri italiane.

Fotografie
FilmatiGuarda anche i filmati degli interventi di Marco Perduca e Mario Staderini durante la conferenza stampa seguita alla visita ispettiva in carcere:

Intervento di Marco Perduca

Intervento di Mario Staderini


Rassegna stampa

Ferragosto in carcere: anche a Grosseto

Coordinamento Radicali Maremma - Gio, 12/08/2010 - 12:09
Venerdì 13 agosto Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani, il Deputato del Pd Luca Sani e il Senatore Radicale Marco Perduca visiteranno la Casa Circondariale di Grosseto, in via Aurelio Saffi 23.
Alle 11:45 si terrà una conferenza stampa davanti al carcere.

Anche per il 2010 saranno almeno 170 tra deputati, senatori, consiglieri regionali ed europarlamentari di tutti gli schieramenti politici che trascorrerano il Ferragosto nei corridoi e nelle celle delle 205 case circondariali e di reclusione in tutto il territorio nazionale.

Seguono alcuni link di approfondimento:

MADE IN CHINA

LiberAperta - Lun, 09/08/2010 - 15:56

PENA DI MORTE



di SERGIO D'ELIA ed ELISABETTA ZAMPARUTTI da TERRA, 01/08/10

Il Rapporto 2010 di Nessuno tocchi Caino conferma l'evoluzione positiva verso l'abolizione della pena di morte in atto nel mondo da oltre dieci anni. I Paesi o i territori che hanno deciso di abolirla per legge o in pratica sono oggi 154, quelli mantenitori 43. I1 graduale abbandono della pena di morte è anche evidente dalla diminuzione del numero di esecuzioni. Nel 2009, le esecuzioni sono state almeno 5.679, a fronte delle almeno 5.735 del 2008 e delle almeno 5.851 del 2007. Ancora una volta, l'Asia si conferma essere il continente dove si pratica la quasi totalità della pena di morte nel mondo, con la pesante incidenza delle circa 5000 esecuzioni in Cina (su 5.608, il 98,7% di quelle asiatiche). Le Americhe sarebbero un continente praticamente libero dalla pena di morte, se non fosse per gli Usa, l'unico Paese del continente che ha compiuto esecuzioni (52) nel 2009. In Africa, nel 2009 la pena di morte è stata eseguita solo in 4 Paesi, Botswana, Egitto, Libia e Sudan. In Europa, la Bielorussia continua a costituire l'unica eccezione in un continente altrimenti totalmente libero dalla pena di morte. Nel 2009 e nei primi sei mesi del 2010, ben 6 Paesi sono passati al fronte abolizionista. Ma vi è un dato su cui è importante riflettere. Dei 43 mantenitori della pena di morte, 36 sono Paesi dittatoriali, autoritari o illiberali. In 15 di questi Paesi, nel 2009, sono state compiute il 99% delle esecuzioni. Molti di questi Paesi non forniscono statistiche ufficiali, per cui il numero delle esecuzioni potrebbe essere molto più alto. Un Paese solo, la Cina, ne ha effettuate circa 5.000, circa l'88% del totale mondiale; l'Iran ne ha effettuate almeno 402; l'Iraq almeno 77. Sono quindi questi i primi tre Paesi boia del 2009. Le democrazie liberali che nel 2009 hanno praticato la pena di morte sono state solo 3 e hanno effettuato in tutto 60 esecuzioni, circa l'1% del totale mondiale: Stati Uniti (52), Giappone (7) e Botswana (1). E evidente quindi che la soluzione definitiva del problema attiene alla lotta per la democrazia, l'affermazione dello Stato di diritto, la promozione e il rispetto dei diritti politici e delle libertà civili in ancora molte parti del mondo. Dopo la recente abolizione in Ruanda, Burundie, Togo, l'obiettivo di Nessuno tocchi Caino è l'abolizione nel prossimo anno in Benin, Gabon e Repubblica Democratica del Congo. Anche per questo abbiamo conferito il premio Abolizionista dell'Anno al Presidente della Commissione dell'Unione Africana Jean Ping. Intanto, in vista della prossima Assemblea dell'Onu, che ha all'ordine del giorno una nuova Moratoria Universale delle esecuzioni, Nessuno tocchi Caino ha avviato un'azione di lobbying perché aumentino i cosponsor e perché il nuovo testo sia rafforzato con un esplicito riferimento al superamento dei segreti di Stato sulla pena di morte e con la previsione di un Inviato Speciale che abbia il mandato di favorire l'applicazione concreta della linea Onu nei Paesi che ancora praticano la pena di morte, per arrivare all'abolizione definitiva della pena di morte nel mondo.

La provincia di Grosseto ha o non ha l'indirizzo di PEC? -- PS: Sì ma...

Coordinamento Radicali Maremma - Ven, 06/08/2010 - 14:21
Consultando l'indirizzario ufficiale degli indirizzi della Posta Elettronica Certificata della Pubblica Amministrazione (www.paginepecpa.gov.it) parrebbe che la Provincia di Grosseto non si sia dotata di questo innovativo strumento, utile ad accorciare la distanza tra il cittadino e la PA stessa tramite l'invio di email sicure equivalenti legalmente ad una raccomandata.
[Approfondisci sulla PEC e sulla campagna di Radicali Italiani ed Agorà Digitale in merito]

Eppure, sul sito web istituzionale (www.provincia.grosseto.it), già nell'home page, è indicato chiaramente l'indirizzo PEC "fantasma": provincia.grosseto@postacert.toscana.it

Abbiamo dunque contattato Marco Sabatini, vicepresidente della provincia nonché assessore all'informatizzazione ed al divario digitale, che ci ha chiarito ogni dubbio dichiarando che l'indirizzo esiste effettivamente. Riportiamo qua di seguito la risposta, nell'augurio possa essere utile ad altri concittadini.

«Probabilmente data la grande mole di richieste il gestore dell'indice PA di PEC ha tempi molto lunghi nell'aggiornamento dell'indice stesso, tuttavia l'indirizzo di PEC è ben evidenziato sul portale della Provincia, quindi, non dovrebbero esserci disservizi e/o mancanza di conoscenza per chi vuole utilizzare la PEC della Provincia»
Rileviamo d'altronde l'assurdità del ritardo da parte del gestore degli indirizzi di PEC della Pubblica Amministrazione. Il semplice inserimento di un indirizzo nell'indice è un'operazione che non può richiedere così tanto tempo.

LA STATALIZZAZIONE DEI PARTITI

LiberAperta - Mer, 04/08/2010 - 22:28

3 MILIARDI AI PARTITI

di FRANCESCO GIURATO da L'ESPRESSO del 23/07/2010

Tre miliardi di euro. Una cifra stratosferica, equivalente a quasi seimila miliardi delle vecchie lire. Sono i soldi pubblici che i partiti italiani hanno incassato in sedici anni: il tesoro nascosto della Seconda Repubblica. Una cascata di denaro prelevato dalle tasche dei cittadini e trasferito nei forzieri che sostengono la macchina politica dei nostro paese. E stiamo parlando soltanto dei fondi elargiti dallo Stato a partire dal fatidico 1994, anno di svolta dopo la tempesta di Tangentopoli, segnato dall'introduzione dei sistema maggioritario. "L'espresso" ha ricostruito i mille rivoli di questo fiume di denaro, che si è modificato secondo gli assetti della politica e delle maggioranze, con formazioni che scompaiono e coalizioni in continua metamorfosi. In questo inseguirsi di sigle e simboli, dalla contabilità bizantina, resta però un punto fermo, che ha il sapore di una truffa ai danni della cittadinanza. Perché nell'aprile 1993 il referendum per l'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti era stato approvato con una maggioranza bulgara. L'iniziativa promossa dai Radicali di Marco Pannella aveva ottenuto il 90,3 dei consensi e avrebbe dovuto decretare la fine delle trasfusioni a vantaggio dei segretari amministrativi di movimenti grandi e piccoli. Invece no: nonostante quel voto, i cittadini hanno continuato a pagare per sovvenzionare la politica. Nel disprezzo della volontà popolare espressa dal referendum, la corsa all'oro di Stato è proseguita ed addirittura aumentata. Sommando al denaro per gli organigrammi di partito quello per i loro organi: fondi a go-go erogati a favore dei cosiddetti giornali organi di partito, come la cara vecchia "Unità" del Pci-Pds-Ds, il "Campanile nuovo" dell'Udeur di Clemente Mastella, la "Padania" di Umberto Bossi, il "Foglio" di Giuliano Ferrara e le altre decine di testate di partiti e movimenti spesso fantasma o appositamente creati che, nello stesso periodo, da soli, secondo una stima de "L'espresso" , in quella torta di tre miliardi valgono circa 600 milioni di euro. Davvero un bel bottino. Caccia al tesoro E quella scatenata dai partiti per mettere le mani sul tesoretto pubblico dei rimborsi: ben 2 miliardi 254 milioni di euro stando al calcolo fatto recentemente dalla Corte dei conti fino alle elezioni politiche dei 2008, cui vanno però aggiunti un altro centinaio di milioni maturati nel 2009 grazie alle ultime europee. Come è stato possibile trasferire tanto denaro nonostante il plebiscito del referendum? Aggirando il veto al finanziamento pubblico con una nuova formula: il meccanismo dei rimborsi elettorali. Sempre pubblici, sempre pingui ma formalmente giustificati dalla volontà di tutelare la competizione democratica. Sulla carta, però, il risarcimento a carico della collettività avrebbe dovuto coprire soltanto i costi sostenuti nella campagna. Ma i furbetti del partitino hanno subito inserito un primo trucco: come per magia. i rimborsi volano lontano dalle regole dell'economia e si plasmano su quelle della politica, per dilatarsi e lievitare. Non si calcolano sulla base dei soldi effettivamente investiti e spesi per spot, comizi e manifesti, ma in proporzione ai voti ricevuti. Quanto per l'esattezza? Una cifra che si è gonfiata senza sosta e senza vergogna, in un'autentica corsa al rialzo. Nelle politiche del 1994, le prime dopo il referendum blocca finanziamenti che segnarono la vittoriosa discesa in campo di Silvio Berlusconi, il fondo a disposizione è stato alimentato con una formula magica: 1.600 lire per ogni cittadino, non tantissimo perché all'epoca un quotidiano costava 1.300 lire ma che fatti i calcoli produce una cifra monstre. In totale, per Camera e Senato, il contributo toccò la cifra di 90 miliardi 845 milioni di lire. Un bel gruzzolo, non c'è che dire. La torta che lievita Ma, si sa, l'appetito vien mangiando, ed ecco negli anni successivi gli alchimisti parlamentari scendere in aiuto dei tesorieri di partito. I maestri dei ritocchino si danno da fare e nel 1999 il contributo triplica e passa a 4 mila lire per abitante. E come è accaduto in tutte le botteghe, nel 2002 l'euro ha offerto un'occasione ghiotta per scatenare aumenti selvaggi e poco chiari. Si prevede un 1 euro per ciascun anno di legislatura: in pratica 5 euro per ogni cittadino italiano. Certo, parallelamente si cancella quel 4 per mille che dal 1997 per due anni ha dato ai cittadini la possibilità di destinare ai partiti questa percentuale dell'imposta sul reddito fino a un totale massimo di 56 milioni 810 mila euro. E poi si era ridotto il fattore di moltiplicazione: non più il totale dei cittadini ma solo il numero degli iscritti nelle liste elettorali della Camera. Anche le modalità di pagamento degli agognati rimborsi subiscono modifiche: non più tutti e subito ma rateizzati nei anni di durata della legislatura. Con una fondamentale postilla: il blocco in caso di scioglimento anticipato. Niente più parlamento, niente più quattrini. Una misura ispirata dalla frequenza delle elezioni nostrane, che viene però considerata troppo severa dalle segreterie di partito. E difatti nel 2002 aboliscono l'interruttore: il finanziamento si incassa anche se i parlamentari decadono prima. Una farcitura a doppio strato: consente alle rate dei vecchi rimborsi milionari di sovrapporsi a quelle altrettanto ricche portate in dote dalla nuova legislatura. li risultato è sotto gli occhi di tutti, con effetti paradossali. Come bene dimostrano i rimborsi della quindicesima legislatura aperta nel 2006 e finita nel 2008 che continueranno ad essere incassati dai partiti fino al 2011 e si sommeranno a quelli della sedicesima che dovrebbe durare fino al 2013. Ci sono partiti, come i Verdi, Rifondazione, i Comunisti italiani che non sono più in Parlamento ma vengono ancora sovvenzionati dagli italiani. Di astuzia in cavillo, le coalizioni hanno divorato oltre 2 miliardi 300 milioni di euro, frutto non solo dei rimborsi per le elezioni di Camera, Senato e Parlamento europeo, ma anche per quelle regionali. La Finanziaria del 2008 ha promesso le forbici: un taglio del dieci per cento su questi fondi. Che però si fatica a seguire nella loro destinazione finale, soprattutto da quando la competizione è tra blocchi di alleanze. Chi ha incassato di più? Secondo la stima che "L'espresso" ha elaborato spulciando i piani di ripartizione stilati dalla Tesoreria della Camera e i bilanci annuali delle forze politiche, a fare la parte del Icone è stato proprio colui che da sempre sostiene di essere sceso in campo per affrancare gli italiani dai partiti-parassiti: l'attuale presidente dei Consiglio Silvio Berlusconi. La creatura da lui fonda- ta nel 1994, Forza Italia, risulta infatti in testa alla lista dei beneficiati con oltre 638 milioni di euro di rimborsi elettorali incassati, pari a mille 235 miliardi di lire. Il calcolo è semplificato dal fatto che nel Pdl i conti restano separati: Fi e An si spartiscono le elargizioni pubbliche in modo netto. Più complesso decifrare le geometrie finanziarie della sinistra. In tre anni il Partito Democratico ha maturato ben 253 milioni di euro, frutto soprattutto delle ultime politiche. In più ci sono quelli del Pds-Ds con 184 milioni di euro alla voce "contributi dello Stato per rimborso delle spese elettorali". Troppo poco, è evidente, ma a questa cifra ci sono da aggiungere le quote Ds ? nei fondi per le coalizioni di centrosinistra e soprattutto per l'Ulivo: ma i rami della pianta di sinistra sono così intricati che nessuno riesce a distinguerne i colori. Anche la tesoreria del partito ha replicato alla richiesta de "L'espresso" allargando le braccia. E che si tratti di cifre considerevoli lo testimoniano le posizioni di assoluto rilievo conquistate nella nostra graduatoria dalle coalizioni di centrosinistra come L'Ulivo e L'Ulivo per l'Europa (vedere tabella) che insieme hanno totalizzato oltre 260 milioni. In casa Fini prima delle ultime turbolenze era invece facile fare i calcoli: 237 milioni. Al settimo posto c'è poi l'Udc di Pier Ferdinando Casini con i suoi quasi 114 milioni, seguita da Rifondazione comunista che, a dispetto delle traballanti fortune elettorali che l'hanno vista sparire dalla scena parlamentare nel 2008, in tre lustri ha raccolto 105 milioni di euro, mentre Lega e Margherita vantano rispettivamente 102 e 85 milioni di euro. Cifre ragguardevoli che si attestano sopra i 72 milioni iscritti nei bilanci dell'Italia dei valori e che doppiano i 35 dei Verdi, altri desaparecidos in Parlamento. Si può infatti anche non avere rappresentanti alle Camere ma, incredibilmente, riscuotere lo stesso i rimborsi pubblici. Se per farsi eleggere serve più del 4 per cento dei suffragi, per incassare è sufficiente un modesto 1 per cento. Come è capitato alla Destra di Francesco Storace e Daniela Santanché che, nonostante sia restata fuori con il 2,4 per cento dei voti, sta intascando oltre 6 milioni di euro. Viva la differenza Fondare un partito e presentarlo alle elezioni è infatti sempre un grande affare. Il denaro impegnato in spese elettorali è un investimento sensazionale. Qualche cifra: a fronte dei 2 miliardi e 254 milioni di euro di rimborsi ero- gati dal 1994 al 2008, secondo l'indagine della Corte dei conti le forze politiche hanno speso solo 579 milioni di euro. In pratica ci hanno guadagnato 1600 milioni: il che vuoi dire (vedere tabella) che i soldi investiti nella campagna elettorale han- no avuto un rendimento di oltre il 389 per cento, con punte massime del 959 registrate alle politiche del 2001. Con qualche partito più bravo di altri. Il Pdl che nel 2008 ha dichiarato spese elettorali per 68 milioni 475 mila euro ha maturato rimborsi per più di 200 milioni di euro con un guadagno di oltre il 200 per cento. Mentre il Pd che ha speso 18 milioni 418 mila euro, riscuoterà 180 milioni con un guadagno di circa il 1.000 per cento. Un vero record. Dati choc che smascherano l'effettiva natura di quelle erogazioni: altro che rimborsi, è sempre quel finanziamento dei partiti tout court che è sopravvissuto al referendum. Lo sottolinea la Corte dei conti nel dossier sui consuntivi delle spese delle forze politiche per le elezioni del 2008. Queste cifre, hanno sentenziato i magistrati contabili, dimostrano «che quello che viene normalmente definito contributo per il rimborso delle spese elettorali è, in realtà, un vero e proprio finanziamento». Prelievo quotidiano t quello per tanti anni consumato da molti dei cosiddetti organi di partito. Un altro pozzo senza fondo alimentato dal dipartimento per l'Editoria della presidenza del Consiglio e che secondo i dati disponibili sul sito di palazzo Chigi e analizzati da "L'espresso" in sedici anni ha elargito finanziamenti per un totale di 598 milioni di euro. A chi sono andati? In testa alla lista c'è "l'Unità" con quasi 100 milioni di euro. A sorpresa, al secondo po- sto, con oltre 50 milioni, rifulge la "Padania" dei leghisti di Umberto Bossi, grandi fustigatori della "Roma ladrona", ma non quando si tratta di incamerare pubbliche provvidenze. Seguono "Liberazione" (48 milioni), voce di Rifondazione comunista e "Il Secolo d'Italia", di An (quasi 40 milioni). Dov'è lo scandalo? Anche nel fatto che a ramazzare questi denari ci sono testate di quotidiani e periodici che difficilmente comparirebbero se lo spirito della legge fosse stato correttamente rispettato. Tra i grandi foraggiati, con oltre 35 milioni c'è "Il Foglio": fondato da Giuliano Ferrara, ha tra gli azionisti pure Veronica Lario, moglie del presidente Berlusconi prossima al divorzio. C'è "Il Denaro" (18 milioni), giornale napoletano diretto da Alfonso Ruffo; "Il Riformista" (14 milioni) fondato dall'ex senatore Antonio Polito ma edito dalla famiglia Angelucci, tra i maggiori imprenditori della sanità privata, il cui capostipite Antonio è stato eletto deputato nel Pdl. E c'è "Libero", altra testata della che ha in- cassato circa una ventina di milioni. Anche in questo caso, una legislazione ambigua e volutamente sprecona ha permesso di confondere alti principi democratici e bassi interessi privati. Nel 1990 si stabilisce che per ottenere i fondi basta essere organi di partito o di un movimento con almeno due rappresentanti eletti in Parlamento; poi via via si introducono regole nuove e strambi cavilli come l'apparentamento con almeno un gruppo parlamentare, anche a Strasburgo; o la trasformazione in cooperativa giornalistica. Le regole sono oscure, il fine è chiaro: mettere i soldi in tasca. Come l'ultima trovata del 2006 che ha totalmente abolito il requisito del collegamento con una rappresentanza parlamentare per i giornali che in passato sono comunque stati organo di partito. In pratica, il privilegio è immortale. È proprio grazie a questi "aggiustamenti" che "II Foglio" ha potuto attingere ai finanziamenti in quanto organo della "Convenzione per la giustizia», creatura dell'ex presidente forzista del Senato Marcello Pera e del verde Marco Boato. Il "Denaro" invece ha fatto bingo in quanto bandiera di "Europa mediterranea", un'associazione che allineava l'ex ministro Antonio Marzano e l'ex parlamentare Claudio Azzolini. Ma il caso più eclatante resta quello di "Libero", quotidiano fondato nel 2000 da Vittorio Feltri. Questo giornale per accedere ai fondi per l'editoria di partito, a cominciare dal 2003 ha preso in affitto il bollettino "Opinioni nuove"che già riceveva modeste provvidenze in quanto organo dei movimento Monarchico italiano. Questo supplemento coronato ha portato in dote a "Libero" i fondi pubblici riservati agli organi di partito. Avanti Savoia, tutto serve per fare cassa.

Al Comune di Orbetello... nuovo sito, vecchia opacità

Coordinamento Radicali Maremma - Ven, 30/07/2010 - 23:46
COMUNICATO STAMPA

I Radicali tornano a spronare i partiti orbetellani sul tema della trasparenza nell'amministrazione locale, denunciando come la pubblicazione del nuovo sito web del Comune di Orbetello sia stata «una grande occasione persa».
Il referente orbetellano Romolini ricorda infatti che da mesi il Coordinamento Radicali Maremma ha avanzato una proposta di "Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati" (il cui testo può essere letto su www.radicalimaremma.blogspot.com), che consiste nella pubblicazione sul sito web comunale di numerose informazioni, come ad esempio le attività degli eletti, la loro situazione patrimoniale, i loro contatti.
L'ambizioso obiettivo è quello di riconquistare la qualità stessa della democrazia, rendendo di facile accesso/consultazione gli atti e tutti i dati che -pur essendo in teoria pubblici- molto spesso sono introvabili o di non facile reperibilità.
La proposta, elaborata da Radicali Italiani, è stata declinata su tutti i livelli: nazionale, regionale, provinciale e comunale. In alcune amministrazioni (di vari colori politici) è già stata accolta e realizzata.
«La mancata realizzazione di quanto descritto nella proposta proprio quando (rifacendo il sito web) se ne aveva maggiore facilità -continuano i Radicali maremmani- è una ulteriore riprova della sordità sul tema della trasparenza da parte del centrodestra orbetellano. Una precedente avvisaglia fu il totale silenzio, neppure una mera dichiarazione di condivisione, in risposta alla nostra proposta».

Rassegna stampa

Presentata in Comune richiesta di accesso agli atti

Radicali Carrara - Ven, 30/07/2010 - 14:09

Mentre la politica carrarese si appresta ad andare in vacanza i Radicali Carraresi continuano la loro rivoluzione gandhiana. Ieri mattina hanno depositato presso l'ufficio protocollo del Comune di Carrara un'istanza di accesso agli atti ai sensi della legge 441/1982 e degli artt..22 e 25 della L.7 agosto 1990 n.241.

Con questa istanza chiedono di avere accesso ed estrarre copia delle dichiarazioni, di cui alla sopra citata legge, in possesso dell'amministrazione, con particolare riferimento agli anni 2008, 2009, 2010 ovvero

  • le dichiarazioni concernente i diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri; le azioni di società; le quote di partecipazione a società, l'esercizio di funzioni di amministratore o di sindaco di società

  • il quadro riepilogativo dell'ultima dichiarazione dei redditi soggetta all'imposta sui redditi delle persone fisiche;

  • le dichiarazioni concernente le ultime spese elettorali sostenute e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale ovvero l'attestazione di essersi avvalsi esclusivamente di materiali e mezzi propagandistici, messi a disposizione del partito o della formazione politica di cui fanno parte

relativamente ai seguenti soggetti:

  • i Consiglieri comunali e gli Assessori

  • i Direttori generali di cui al regio decreto 15 ottobre 1925, n 2578;

  • i Presidenti, Vicepresidenti, Amministratori delegati e Direttori generali di Istituti e di Enti pubblici, anche economici, la cui nomina proposta o designazione o approvazione di nomina spettino al Consiglio comunale, alla Giunta o al Presidente della Giunta;

  • i Presidenti, Vicepresidenti, Amministratori delegati o Direttori generali delle Società al cui capitale concorrono il Comune, nelle varie forme d'intervento o di partecipazione, per un importo superiore al 20%;

  • i Presidenti, Vicepresidenti, Amministratori delegati e Direttori generali degli Enti o Istituti privati, al cui funzionamento concorra il Comune in misura superiore al 50% dell'ammontare complessivo delle spese di gestione esposte in bilancio.

Quanto richiesto per verificare se il Comune di Carrara ottemperi agli obblighi di raccolta e di pubblicità dei dati patrimoniali e delle spese elettorali come sancito dalla legge.

“Come Radicali avevamo già chiesto l'istituzione dell'Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, nel nostro Comune, con l'avvallo di alcune centinaia di firme dei cittadini ma la proposta avanzata venne bocciata con voto unanime, in conferenza dei capigruppo.

Ma la nostra battaglia continua, vogliamo fornire al cittadino uno strumento cardine della democrazia : 'il conoscere per deliberare'.

Vogliamo che il cittadino diventi soggetto attivo della politica e non mero cliente. Dobbiamo dare la possibilità all'elettore,di conoscere l'operato di ogni singolo consigliere e assessore. Come e se lavorano, quante volte sono presenti o assenti. Quali sono i loro strumenti di lavoro: interpellanze, mozioni, ordini del giorno.

Per questo abbiamo deciso di partire cercando di pungerli nel vivo del loro operato, chiedendo di conoscere quindi le loro situazioni patrimoniali, immobiliari, societarie.

Restiamo in attesa di una risposta da parte dell'amministrazione comunale.”

COMUNICATO STAMPA

Radicali Firenze "Andrea Tamburi" - Mer, 28/07/2010 - 10:49

Lunedi 26 luglio  i Radicali  dell’Associazione fiorentina Andrea Tamburi hanno incontrato il Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci per richiedere l’istituzione dell’Anagrafe Pubblica degli Eletti nel Consiglio Provinciale.

La delegazione composta  da  Giancarlo Scheggi – segretario,  Massimiliano Fontani – tesoriere e dal consigliere provinciale Pdl Massimo Lensi si è detta soddisfatta dell’impegno preso dal Presidente Barducci sull’iniziativa che servirà ad avvicinare i cittadini alla politica mediante la conoscenza del lavoro svolto dai loro eletti.

Il Presidente ha garantito il suo personale  interessamento affinchè , salvi i tempi tecnici strettamente necessari. possa essere formalizzata la conseguente delibera.

Segnaliamo che  anche l’ANCI , per quanto riguarda i comuni d’Italia si sta muovendo  nella stessa direzione prevedendo  l’osservatorio in grado di raccogliere tutti i dati del territorio.

Il Segretario
Giancarlo Scheggi

Convocazione in commissione lavori pubblici e attività produttive

Radicali Carrara - Mer, 28/07/2010 - 06:29

Dopo la presentazione del documento sull'abbattimento delle barriere architettoniche redatto al termine dei lavori del Barcamp sulla disabilità del 5 giungo scorso, siamo stati ascoltati in commissione lavori pubblici. Oggi alle 18.00, siamo stati invitati a partecipare alla riunione congiunta delle commissioni lavori pubblici e attività produttive.

Di seguito il documento che abbiamo protocollato in comune la scosra settima

PREAMBOLO

Carrara, 05-06-10

I firmatari,

preso atto del primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo sottoscritta in Parigi il 10 dicembre 1948 e facente pienamente parte della struttura, assieme allo statuto, dell'Organizzazione delle Nazioni Unite di cui l'Italia è membro fin dalla fondazione nel 1946.

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

Preso atto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea proclamata il 7 dicembre 2000 a Nizza e attuata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, nello specifico e a mero titolo esemplificativo, primo articolo

“La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”.

Preso atto della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità adottata il 13 dicembre 2006 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e sottoscritta dall'Italia nel 2009.

Considerando che ogni legge Italiana fa riferimento alla Carta Costituzionale della Repubblica si citano, a mero titolo esemplificativo, i seguenti articoli:

Articolo 2:”La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. “

Articolo 3:”Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Articolo 32:”La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

RITENGONO CHE

in Italia non sussiste ancora una condizione di integrazione sociale soddisfacente per la persona disabile ma anzi, permangano gravi limitazioni, che di fatto ne violano la dignità e la libertà, limitandone l'autonomia e l'attività sociale. Tutto ciò comporta elemento di esclusione ed marginalizzazione dalla vita sociale e, conseguentemente, pubblica. Ciò a fronte di un apparato giuridico ampiamente sufficiente per tutelare a livello legislativo la persona disabile, dunque l'attuale situazione italiana deve rispondere di una evidente mancata applicazione delle leggi italiane da parte degli enti pubblici e soggetti privati.

 

POST SCRIPTUM

 

I firmatari denunciano la ripetuta e sistematica violazione della dignità della persona disabile anche nel territorio del Comune di Carrara per una condotta amministrativa gravemente carente che comporta disagi morali e gravi marginazioni sociali. Pertanto preso atto dei punti precedenti, e ritenuto quanto soprascritto, si riservano di intraprendere ogni azione sociale e legale a tutela della libertà e dignità della persona disabile in sedi Italiane ed Europee

 

PUNTI

 

  1. INTRODUZIONE

  2. OSSERVATORIO

  1. contenuti

  2. progetto regionale toscana

  3. figura delegato monitoraggio

  4. appendice

  1. BARRIERE ARCHITETTONICHE

  1. Ferrovia

  2. Servizi Pubblici

  3. Appendice

     

  1. MALATTIE GENETICHE

  2. SOSTEGNO SCUOLA

 

 

INTRODUZIONE

 

 

Nella sessione plenaria conclusiva della prima edizione del DisabiliCamp tenutasi a Carrara il 5 Giugno 2010 dopo i vari interventi di associazioni e singoli sono stati individuati dei fini comuni da perseguire e sottoporre all'attenzione dei vari enti locali, provinciali e regionali. Tutto questo unendo le richieste provenienti direttamente dai soggetti disabili nella loro singola individualità e/o come associazioni; avvalendoci del supporto di tecnici e legali di nostra fiducia.

     

    2. OSSERVATORIO è emersa l'esigenza di avere uno spazio comune per lo scambio di informazioni tra le varie associazioni presenti sul territorio per dare informazioni a chi trovandosi in stato di necessità, in special modo, per le malattie genetiche, non trova punti di riferimento. Riteniamo pertanto che trattandosi di questioni con alto valore sociale sia un dovere dell'amministrazione comunale, garantire uno spazio adeguato e in tempi brevissimi.

2.1 Contenuti: l'osservatorio ha lo scopo non solo di permettere il dialogo e lo scambio di informazioni tra i fruitori ma anche di istituire all'interno una commissione di controllo propria per la mappatura delle barriere architettoniche e sociali che gravano sul territorio comunale. Mentre dal punto di vista scientifico, l'osservatorio potrà essere luogo d'incontro tra singoli, associazioni, medici e enti sanitari.

L'osservatorio si avvarrà di propri tecnici per monitorare la progettazione di interventi pubblici dalla costruzione alla manutenzione ordinaria e straordinaria.

2.2 Progetto regionale Toscana: si studierà la possibilità di istituire tale osservatorio anche in altre realtà toscane quali Massa e Pisa prendendo spunto da ciò che è già esistente nel comune di Viareggio. L'avvio di un area Alta-Toscana avrà lo scopo di coordinare le realtà locali e fornire indicazioni in più sarà la sovrastruttura per dialogare con provincia e regioni.

2.3 Figura delegato monitoraggio: i componenti l'osservatorio a loro completo e insindacabile giudizio individueranno al loro interno o avvalendosi di consulenze esterne, i delegati che, ad ogni progetto che il comune intenderà avviare,parteciperanno al controllo degli stessi. I delegati avranno anche funzione rappresentative nei tavoli tecnici e per il controllo delle conferenze dei servizi.

    1. Appendice: In allegato

       

3. BARRIERE ARCHITETTONICHE

Nel corso della giornata sono state individuate le priorità d'intervento per l'abbattimento di barriere architettoniche e al contempo è stato fornita una relazione strumentale per l'ausilio di progettazione pubblica rientrante nel progetto Osservatorio. Il principio con cui è stata condotta la stesura di questa parte si basa sulla prerogativa legislativa della Repubblica Italiana che pone in principio di tutte le leggi la carta costituzionale proseguendo con le leggi nazionali, regionali e comunali.

Sono state individuate alcune priorità (Stazione e mezzi pubblici) e alcuni monitoraggi (strutture pubbliche e urbanistica).

3.1 Ferrovia: La stazione di Carrara-Avenza di proprietà di RFI (Rete Ferroviaria Italiana, gruppo Trenitalia) risulta inaccessibile ai disabili e addirittura dai gestori stessi non è considerata stazione “accessibile” tant'è che il servizio dedicato alle persone con disabilità non è attivato mentre lo è nella vicina stazione di Massa Centro. Singolare ciò se si considera il volume di traffico (circa 1 milione di passeggeri, fonte: elaborazione dati forniti da Centostazioni) e l'importanza strategica della città di Carrara metà non solo turistica ma sopratutto economica. Da un veloce rilevamento è stato possibile sottolineare:

  • l'assenza di ascensori

  • pedane per l'attraversamento binari

  • mancanza d'accesso esterno alla stazione stessa

 

3.2 Servizi pubblici: le fermate degli autobus non sono a norma perchè mancano del necessario avvallamento per accedervi. Inoltre su 130 mezzi totali 62 sono dotati di pedana, 38 sono forniti di ausili per non vedenti e autostazioni accessibili una su una (Carta servizi ATN 20109, dati aziendali)a ciò va aggiunta la mancanza di conoscenze tecniche da parte degli autisti dei mezzi. Da tutto questo si evince la violazione sistematica dei diritti delle minoranze e della dignità umana. Per questo andremo a chiedere un tavolo di confronto con i dirigenti del servizio.

3.3 Appendice: in allegato la documentazione fornitaci da Gustavo Fraticelli dell'ass.ne Luca Coscioni riguradante la campagna per il rientro nella legalità del trasporto pubblico denominata “No Escort – Disabili sui bus senza accompagnatori” - In allegato il protocollo d'intesa ANPVI-UICI, valido per il punto “Barriere in città”.

 

4. MALATTIE GENETICHE: rilevata la mancanza di comunicazione tra chi affetto da malattie genetiche e i rappresentati locali di associazioni. Studio di strategie di informazione.

 

5. SOSTEGNO SCUOLA: monitoraggio sulle forme di sostegno ai bambini disabili nelle scuole primarie e secondarie.

 

Lunedì 26 Luglio alle ore 12.30

Radicali Firenze "Andrea Tamburi" - Lun, 26/07/2010 - 08:58

Giancarlo Scheggi e Massimiliano Fontani, segretario e tesoriere dell’Associazione per l’iniziativa radicale fiorentina “A.Tamburi” e Massimo Lensi, consigliere provinciale PDL e consigliere comunale Campi Bisenzio, incontreranno Andrea Barducci,  il presidente della provincia di Firenze  per concertare le linee guida per l’approvazione e un corretto funzionamento dell’anagrafe pubblica degli eletti  riguardo le cariche e i consiglieri provinciali.

Presentazione libro 'Vaticano Spa'

Radicali Carrara - Mer, 07/07/2010 - 06:24

Invitato dalle associazioni:  La Conca Radicali Carrara e Lunigiana, Comitato Arci Carrara e Lunigiana, Open Centre di Maria Mattei il giornalista Gianfranco Nuzzi presenterà sabato 10 luglio il suo libro, 'Vaticano Spa'. L'incontro si terrà presso la Sala di Rappresentanza del Comune di Carrara con inizio alle ore 21.00.

Nel libro si racconta il ruolo svolto dalla IOR durante la prima e seconda Repubblica. Da un archivio segreto gli scandali finanziari e politici della Chiesa.

Il PD e l'Anagrafe pubblica degli Eletti e dei Nominati

Coordinamento Radicali Maremma - Ven, 02/07/2010 - 15:21
Nel comunicato stampa che ha indirizzato al Tirreno il 1° luglio, l'on. Paolo Fontanelli (responsabile Enti Locali del PD) ha scritto:
«[Il Governo ha respinto] le proposte volte a sviluppare la trasparenza nel governo della cosa pubblica, come l'istituzione dell'Anagrafe degli eletti, che il Pd ha sostenuto con la motivazione che ciò rappresenta una priorità urgente e necessaria per contrastare i fenomeni di sfiducia e di distacco fra i cittadini e le istituzioni»Ma non basta e non serve prendersela col Governo. L'Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati può essere istituita e realizzata già adesso dagli enti locali. Il PD ne sostenga fattivamente la creazione in tutti i comuni e province che governa.

Foto // Migranti: parliamo di diritti

Coordinamento Radicali Maremma - Mer, 30/06/2010 - 23:37
Clicca sulle anteprime per visualizzare le immagini del dibattito pubblico Migranti: parliamo di diritti svoltosi mercoledì 30 presso la Circoscrizione Barbanella (Grosseto) ed al quale ha partecipato Gaossou Ouattara, membro della Giunta esecutiva di Radicali Italiani.


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